SPORT – E’ tutto pronto per stasera. E’ il giorno del ritorno delle due semifinali di Europa League che vedono impegnate Napoli e Fiorentina, rimaste a difendere l’onore nazionale. La squadra azzurra pur partendo dal 1-1 dell’andata del San Paolo, sarà costretta a vincere o a pareggiare con almeno due gol all’attivo per centrare la finale. di Federico Facello

Erano anni che non si assisteva ad un maggio così “interessante” dal punto di vista calcistico per le nostre formazioni. Dopo i fasti degli anni ’90 ed i primi anni del nuovo millennio, con le nostre squadre stabilmente tra le migliori quattro nelle rispettive competizioni europee, abbiamo vissuto periodi davvero molto tristi che ci hanno portato a perdere il terzo posto nel Ranking Uefa. Nell’incredibile serata di ieri a Madrid la Juventus ha strappato il biglietto per la finale di Berlino contro il Barcellona.

Questa sera riflettori puntati sul ritorno delle due semifinali di Europa League, che vedono impegnate Napoli e Fiorentina. Agli undici di Montella spetta il compito più difficile. Occorre, difatti, un vero e proprio “miracolo sportivo” per ribaltare lo 0-3 maturato una settimana prima in terra spagnola contro il Siviglia.

Neto e compagni dovranno giocare la partita perfetta, senza sbagliare nulla, confidando di sbloccare il match nei minuti iniziali in modo da far crescere la speranza e le motivazioni non solo negli undici in campo ma anche in un Franchi che si preannuncia tutto esaurito e che crede ancora nella finale.

Fondamentale risulterà, per gli uomini di Montella, non subire reti, difatti, un solo gol al passivo precluderebbe qualsiasi discorso di rimonta dovendo poi, la Fiorentina, segnare addirittura ben cinque reti per ottenere il pass qualificazione.

Discorso diverso è quello che vale per il Napoli. La squadra azzurra, difatti, pur partendo dal 1-1 dell’andata del San Paolo, sarà costretta a vincere o a pareggiare con almeno due gol all’attivo per centrare la finale. Il match di sette giorni fa ha dato chiari orientamenti in tal senso dimostrando che la squadra di Benitez è di gran lunga superiore all’avversario Dnipro che, è giusto ricordare, ha raggiunto il pareggio grazie ad una svista arbitrale.

Non dimentichiamoci che, da quest’anno, chi vincerà l’Europa League conquisterà il diritto a prender parte alla prossima Champions League senza passare per i preliminari, un motivo in più per cercare, con ogni mezzo a propria disposizione, di centrare la qualificazione per la finale sognando, perché no, una sfida tutta italiana, come già accaduto nel lontano 1989/90 quando ad imporsi fu la Juventus sulla stessa Fiorentina, nel 1990/91 con l’affermazione dell’Inter sulla Roma, nel 1994/95 quando il Parma spense i sogni di “triplettino” della Juve di Lippi e nel 1997/98 con la vittoria dell’Inter di Ronaldo sulla Lazio.

(foto dal web)