SPORT – La Juventus torna in finale di Uefa Champions League dopo ben 12 anni, ed il 6 Giugno all’ Olympiastadion di Berlino si troverà di fronte il Barcellona del trio delle meraviglie Messi-Neymar-Suarez. Per provare ad alzare al cielo la “coppa dalle grandi orecchie” occorrerà una nuova impresa ma si sa, nel calcio, tutto è possibile. di Federico Facello

230725081-bf4c1d88-aba7-402c-a01d-7e0e24897657

Sì, Juve, è Finale di Champions League! Un traguardo che in estate neppure il più ottimista dell’entourage bianconero poteva augurarsi di conquistare. Eppure, con dedizione, sacrificio, volontà, passione e determinazione è diventato realtà.

La Juventus torna in finale di Uefa Champions League dopo ben 12 anni, ed il 6 Giugno all’ Olympiastadion di Berlino si troverà di fronte il Barcellona del trio delle meraviglie Messi-Neymar-Suarez. Per provare ad alzare al cielo la “coppa dalle grandi orecchie” occorrerà una nuova impresa ma si sa, nel calcio, tutto è possibile.

In un Santiago Bernabeu riempito in ogni ordine di posti, la Juventus di mister Allegri ha saputo soffrire, cercando però sempre di impostare il proprio gioco e di ripartire con rapidi e precisi contropiedi non appena gli avversari  concedevano una possibilità.

La gara si è sviluppata su un binario di sostanziale equilibrio, con la squadra bianconera che, sin dalle prime battute di gioco, ha dimostrato di saperci stare a certi livelli, con il baricentro molto alto, pressando e mettendo in difficoltà sul nascere la manovra di gioco dei “blancos” padroni di casa.

Al 13’ Vidal con una bella conclusione dai 20 metri ha chiamato ad un difficile intervento l’attento estremo difensore avversario Casillas. Il pericolo corso ha svegliato il Real che, con il passare dei minuti, è riuscito a prendere in mano le redini del gioco, avanzando il baricentro e andando più volte alla conclusione dalla distanza. Ottimo il riflesso di Buffon su un tiro dalla distanza di Bale al 20’.

La pressione degli uomini di mister Ancelotti ha prodotto gli effetti sperati ed al 22’, su di un’incursione in area di James Rodriguez, Chiellini, molto ingenuamente, ha commesso fallo. L’arbitro Eriksson non ci ha pensato due volte ed ha indicato il dischetto di rigore.Dagli undici metri si è presentato il “gioiello” di casa Cristiano Ronaldo che con un tiro centrale ha battuto Buffon portando in vantaggio i suoi e spostando, momentaneamente, il discorso qualificazione in terra spagnola.

La reazione della Juve non si è fatta attendere e ha prodotto una serie di calci d’angolo sfruttati male da Pirlo, partita deludente per lui, e compagni. Il primo tempo è scivolato via senza particolari altre emozioni, ad esclusione di un tiro del “solito” Cristiano Ronaldo che, al quarantesimo, si è spento  sull’esterno della rete.

Si è andati così al riposo, con il Real in vantaggio uno a zero e con la Juve costretta a segnare per riportare il discorso qualificazione sulla via di Torino.

La seconda frazione di gioco è iniziata sulla falsariga del primo tempo, con la Juve che ha provato a far gioco ed il Real che, forte anche del vantaggio, ha cercato di far sbilanciare gli avversari per poi ripartire in contropiede, contando sulla velocità di Bale e sulle capacità realizzative della coppia Ronaldo – Benzema.

L’episodio che ha deciso il match e che ha assegnato il “pass” qualificazione per la Finale di Berlino è avvenuto poco prima del quarto d’ora di gioco del secondo tempo, quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Casillas ha allontanato il pallone in uscita alta permettendo però a Vidal di rigiocarlo all’interno dell’area avversaria dove Pogba, con un perentorio stacco di testa, è riuscito a servire l’ex di turno Morata che, dopo un abile controllo di petto, ha calciato battendo Casillas non del tutto esente da colpe e riportando il punteggio in parità.

L’1-1 ha costretto il Real a cercare, quantomeno, la rete del nuovo vantaggio per prolungare il match ai tempi supplementari. Prima Bale, con una deviazione da pochi passi su perfetto assist di Marcelo, forse il migliore dei suoi, quindi James Rodriguez, con una conclusione da fuori area, hanno mancato la porta difesa da Buffon. Nel momento di maggiore pressione dei padroni di casa, Claudio Marchisio, splendidamente servito da Vidal, si è presentato tutto solo davanti a Casillas e ha avuto sul suo destro il pallone della qualificazione ma, questa volta, l’estremo difensore avversario si è superato con uno spettacolare intervento, facendosi così perdonare anche la leggera indecisione sul precedente gol di Morata.

Il Real, ovviamente, non si è arreso e ha continuato a pressare, costringendo la Juve nella propria metà campo e producendo diversi cross dal fondo con Bale, questa sera stranamente impreciso, che non è riuscito ad inquadrare la porta di un Buffon, sempre preciso ed attento nel comandare la propria retroguardia.

Con il passare dei minuti la Juve, sentendo sempre più vicina la Finale, ha quadruplicato le restanti energie difendendo con caparbietà e ripartendo appena possibile con manovre d’attacco molto ben orchestrate. Su una di queste Llorente, da poco entrato al posto di Morata, ha servito uno splendido pallone al centro dell’area di rigore per Pogba che ha calciato  centralmente consentendo a Casillas di respingere a due mani senza troppa difficoltà.

Al termine di quattro, infiniti, minuti di recupero, al triplice fischio del direttore di gara, lo svedese Eriksson, i bianconeri hanno potuto a festeggiare, grazie al 2-1 dell’andata maturato allo Stadium. Quella di Madrid è un’impresa davvero storica, che riporta il calcio italiano in Finale di Champions League a distanza di cinque lunghi anni, quando fu l’Inter di Mourinho a laurearsi Campione d’Europa.

Il 6 di giugno spetterà alla Juve cercare di portare in bacheca la terza Coppa dei Campioni/Champions League della sua storia. Il compito sarà di sicuro non semplice ed i favori del pronostico saranno tutti per i “blaugrana” del Barcellona, ma nel calcio, per di più in partita secca, si sa può succedere di tutto e come cantano i tifosi della “Vecchia Signora” l’importante sarà lottare “fino alla fine”.

(foto dal web)