OCSE – “Government at a glance”, letteralmente “Governo a colpo d’Occhio”, è l’ultimo rapporto dell’Ocse nel quale l’Italia esce nuovamente sconfitta. Maglia nera per l’istruzione, età media dei dipendenti pubblici troppo elevata,  spesa per il welfare e la sicurezza sociale che supera il 40% della spesa totale del Governo. di Marina Ranucci L'Ocse boccia l'Italia
“A colpo d’occhio” l’Italia spende troppo. Oltre il 40% della spesa totale del Governo viene destinata a welfare e sicurezza sociale, il cui costo è aumentato dall’inizio della crisi toccando il 41,3% nel 2013 a causa del forte accrescimento della disoccupazione. Di contro invece spende solo l’8% per l’istruzione, la voce di bilancio che ha subito i maggiori tagli negli ultimi anni. L’unica nota positiva riguarda l’autorità di vigilanza sulle reti (trasporti, energia, telecomunicazioni) grazie ad una “struttura di governance più forte” al pari di Germania e Regno Unito.
Questa la fotografia scattata dall’ultimo rapporto Ocse “Government at a glance”, letteralmente “Governo a colpo d’occhio”, che boccia il Belpaese su vari fronti. Oltre al welfare ed alla scuola infatti, l’Italia è anche, insieme a Grecia e Ungheria, il Paese dell’area Ocse dove i cittadini più poveri incontrano le maggiori difficoltà nel permettersi le spese mediche. «In tutti i paesi europei le persone con bassi redditi nel 2013 – si legge nel rapporto – hanno avuto una probabilità  maggiore di riportare necessità mediche non curate rispetto alle persone con alto reddito e il motivo più comune citato è rappresentato dai costi».
Non finisce qui. L’Italia, insieme a Belgio e Spagna, è il Paese Ocse con l’età media più elevata tra i dipendenti dell’amministrazione statale centrale. Ciò vuol dire che in Italia vi sono i dipendenti pubblici “più vecchi”. Nel 2009 infatti, la percentuale di dipendenti dello Stato centrale con un’età inferiore ai trent’anni si è aggirata tra l’1% e il 2%, attestandosi come la più bassa di tutta l’area. Dall’altra parte della classifica il Cile, dove i dipendenti del governo under 30 sono addirittura il 28%, al di sopra della media nazionale.
Infine secondo il rapporto Ocse, l’Italia resta in fondo alla classifica per l’utilizzo di internet da parte dei cittadini per interagire con la Pubblica Amministrazione. Secondo i dati dell’organizzazione parigina, nel 2014 il 20% degli italiani hanno usato il web per chiedere informazioni o formulari, e l’11% per inviare formulari compilati. La burocrazia insomma, si svolge ancora “penna in carta” e i tempi non si snelliscono con procedure telematiche.
(Foto dal web)