Dopo i tragici avvenimenti di Parigi, ci siamo soffermati sul rapporto tra la Siria ed il nuovo Stato Islamico. Siamo partiti dalla sua posizione geografica, studiando i conflitti interni e le diverse realtà religiose che figurano nel paese medio-orientale. di Federico Facello

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Il 13 Novembre 2015 è una data che entrerà, tristemente, nella storia mondiale per quanto avvenuto a Parigi, per le centinaia di vittime innocenti, per la paura ed il terrore che l’ennesimo attentato terroristico, a firma dell’ISIS, ha generato in Francia ed in tutto il Mondo Occidentale.

L’analisi di quanto accaduto nella capitale francese, le testimonianze dei sopravvissuti, i racconti di chi era presente, sono ormai noti a tutti ma in pochi si chiedono e soprattutto sanno realmente cosa sia l’ISIS, dove sia nato, come si sia sviluppato e quali siano i paesi che fanno da “culla” al proliferarsi di questa tremenda cellula terroristica.

Con il termine ISIS si indica lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria.

Le origini di questo gruppo terrorista islamita risalgono al lontano 2004 quando, sotto il comando di Abu Mus’ab Al–Zarqawi, nasce lo Stato Islamico dell’Iraq creato per fronteggiare l’occupazione statunitense dopo il rovesciamento del regime dittatoriale di Saddam Hussein. È poi nel 2012 che il gruppo terrorista, intervenuto nella guerra civile siriana ed impossessatosi di parte del territorio, scegliendo come propria capitale Raqqa, cambia il suo nome e si dichiara Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS). Viene da chiedersi: perché la SIRIA ha un ruolo così importante all’interno dell’organizzazione terroristica e come mai il suo territorio è così ambito? La risposta è molto semplice, lo stato orientale con capitale Damasco, ha una posizione geografica che lo pone su di un territorio dai grandi interessi economici/finanziari a livello mondiale. Un sottosuolo, quello siriano, dove si trova un terzo della riserva di petrolio del Mondo e, soprattutto, di metano, quello che per molti oggi viene considerato il “nuovo oro nero”. La Siria è inoltre un vero e proprio punto di contatto tra Oriente ed Occidente, ed è grazie a questo stato che l’Asia gode di uno sbocco sul mediterraneo. Per analizzare però in maniera precisa la situazione siriana attuale non possiamo non partire da lontano, molto lontano. Questa zona è stata da sempre considerata cruciale basti pensare, infatti, che ha sempre fatto parte di qualche grande impero, quello Greco, quello Persiano, quello Romano fino a essere parte fondamentale dell’ Impero Ottomano, più longevo dei precedenti, che è esistito per oltre 600 anni fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Con la fine della Grande Guerra nascono l’Iraq, la Giordania, l’Arabia Saudita, la Turchia, la Palestina e per l’appunto la SIRIA. Dopo decenni di colpi di stato, la Siria, grazie ad Hafiz Al-Assad, padre dell’attuale presidente siriano Bashar Al-Assad, conosce una stabilità istituzionale  per circa trent’anni dagli anni ’70 fino alla morte di Hafiz nel 2000. Anni questi caratterizzati da un potere fortemente centralizzato e fondato sugli ideali del Partito Ba’th quali unità araba, libertà e socialismo. Un sogno quello di un unico Paese Arabo non facile da realizzare vista la presenza di diverse religioni tra la popolazione con maggioranza Musulmana (divisi poi in Sunniti e Sciiti), Cristiani e una piccola percentuale di credenti provenienti da estrazioni ebraiche. Negli anni di governo siriano di Hafiz Al-Assad, in Iraq inizia a prendere piede la dittatura di Saddam Hussein ed è così che iniziano a nascere, negli altri paesi medio-orientali, schieramenti Pro-Siria e Pro-Iraq. Inizia in quegli anni una prima opposizione islamica al Baath di Assad da parte dei “Fratelli Musulmani”, una delle più importanti organizzazioni islamiste internazionali con approccio di tipo politico all’Islam, che non vedevano di buon grado che a capo del Governo e del corpo militare siriano vi fossero degli sciiti in netta minoranza sul territorio, dove oltre il 70% della popolazione è sunnita. Parte così una rivolta degli islamisti radicali sunniti contro il governo di Assad, che reprime il focolaio uccidendo ed incarcerando migliaia di persone.

Con la morte di Assad padre nel 2000 e la salita al potere del figlio, Bashar Al-Assad, seguono anni difficili per la Siria che viene inserita, dal presidente americano Bush, nella black list degli stati più pericolosi al Mondo insieme ad Iran, Iraq, Cuba, Libia e Corea del Nord. Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 inizia la “Primavera Araba” una protesta che nasce da un nuovo anelito democratico e che si diffonde in alcuni paesi arabi. Il presidente siriano Assad, risponde in maniera dura e violenta alle proteste di piazza, dando vita ad una vera e propria guerra civile. Un conflitto tutt’ora in corso che vede molte fazioni in gioco: da una parte gli sciiti con i laici non religiosi che appoggiano il Governo di Al-Assad, da un’altra i sunniti con il FSA (l’Esercito Libero Siriano), gli islamisti e altri 70 gruppi che formano una coalizione di opposizione e da un’altra il popolo curdo insieme allo Stato Islamico (ISIS), che controllano ormai la maggioranza della Siria e dell’Iraq con un obiettivo, puramente teorico, di creare uno Stato Islamico che racchiuda parte dell’Africa,  Asia ed Oriente. Questi schieramenti sono, poi, appoggiati da forze militari esterne, con Al-Assad si schierano Iran, Cina e Russia (che aveva basi militari nel paese già prima dello scoppio della guerra civile), contro Assad, quindi con la coalizione di opposizione, USA, Turchia,Francia, Inghilterra, Arabia Saudita. Uno scenario questo quanto mai pericoloso che vede le due grandi potenze militari (Usa e Russia) su schieramenti differenti e che ha permesso all’ISIS di poter sfruttare la disperazione, lo scoramento, la distruzione scaturita dalla Guerra Civile, per trovare adepti disposti a tutto pur di entrare a far parte del nuovo progetto terroristico. Per capire bene il presente non si può ignorare il passato. La Siria, pur essendo uno Stato che ha meno di 100 anni e che si autogoverna da poco più di 50, ha da sempre, grazie alla posizione privilegiata di cui gode, un ruolo fondamentale nella storia della nostra umanità. 

(foto dal web)