I due responsabili della sala concerti parigina, nella quale ben 90 persone hanno perso la vita nella tragica serata del 13 novembre, parlano per la prima volta in un’intervista esclusiva al quotidiano francese Le Monde: “Sarà una lunga via crucis, ma c’è voglia e necessità di vedere le porte del Bataclan di nuovo aperte”. di Mario Parisi

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“Non bisogna fare del Bataclan un mausoleo, né un luogo di pellegrinaggio. Nessuno vuole che accada ciò. E’ necessario riaprire quelle porte. Tutti vogliono una ricostruzione, anche gli artisti. Se ne parla molto. C’è voglia di Bataclan, ma sarà una lunga via crucis”.

Parlano per la prima volta, nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata al quotidiano francese Le Monde, Jules Frutos e Olivier Poubelle, i due responsabili della sala concerti parigina tragicamente colpita dagli attentati del 13 novembre, per la quale si ipotizza una riapertura alla fine del 2016.

Tra le novanta persone che hanno perso la vita in quella maledetta serata, c’erano anche due dipendenti del teatro, Nathalie Jardin e Thomas Duperron. “Una carneficina di tale ampiezza non si era mai verificata in nessuna altra sala musicale del mondo”, spiega Poubelle. “Se riuniamo gente in una sala non è certo per farla sparire. Oggi è molto difficile lavorare, ci vuole molta forza”, gli fa eco il socio Frutos.

“Ciò che legava le vittime fra loro – prosegue Poubelle – era la gioia di stare insieme. E’ questa gioia di vivere ad essere stata assassinata. Sono venti anni che lavoro in questo quartiere, che è uno dei più misti di Francia, uno dei più aperti. Qui lottiamo per vivere insieme. I terroristi lo hanno scelto per uccidere più gente possibile”.

Frutos e Poubelle, che non erano presenti in sala in quel venerdì nero, dirigono il Bataclan dal 2004. Dal giorno della tragedia non sono mai rientrati nella sala, secondo le raccomandazioni della polizia, ma quotidianamente si recano all’esterno della struttura situata nell’XI arrondissement parigino, con il sogno di riaprire quelle porte al pubblico entro la fine del 2016.

Tra gli appuntamenti più attesi e già in calendario per il nuovo anno, prima che sangue e terrore si abbattessero sul teatro, c’era quello del 10 febbraio con il concerto degli Skunk Anansie.