di Claudia Passanante. La maschera è simbolo di ambiguità per eccellenza, nel corso dei secoli ha avuto e tuttora ha diverse connotazioni, significati, usi e costumi. Può essere costantemente cambiata a seconda delle circostanze  ed esistono infinite maschere di ogni tipo e per tutti i gusti.

Maschera

Se vi dico la parola maschera, quali emozioni e sensazioni vi vengono in mente? Personalmente penso che si possa aprire una voragine di emozioni e sensazioni del tutto ambivalenti e discordanti che racchiuderle tutte in un piccolo elenco risulterebbe impresa assai ardua, questo perchè la maschera è per sua natura indefinita e nella maggior parte dei casi viene usata per nascondere la reale personalità del soggetto.

Purtroppo, a volte, esiste una vera e netta distinzione tra “chi siamo” e “chi vorremmo essere” e la maggior parte delle persone, non accettando chi sono realmente, cercano di indossare delle “maschere” finendo poi per vivere una vita insoddisfacente.

La maschera è quindi un’ arma a doppio taglio: inizialmente può portare ad una situazione di benessere in quanto permette, per un certo periodo di tempo, di esprimersi a proprio piacimento ma poi tutto finisce quando si fanno i conti con il proprio sé e con la propria natura che nella maggior parte delle volte non corrisponde e non è per niente in linea con il ruolo impersonato attraverso la maschera. Tutto questo provoca un’ enorme frustrazione in quanto il non essere riconosciuti ed accettati in primis da noi stessi comporta di conseguenza il non essere accettati neanche dagli altri.

Spesso si corre il rischio di soffocare la propria reale natura, annullandosi, a discapito di un personaggio inventato pensando di risultare più apprezzabili agli occhi di una società che fa di tutto per spingere all ‘omologazione e quindi ad una conseguente alienazione.

Pirandello esprime molto bene questo concetto in “Uno, Nessuno e Centomila” dove viene riscontrata una visione dell’uomo che si costringe ad indossare una o più maschere con le quali presentarsi a sé stesso e agli altri nascondendo il vero “io” perdendo così la propria identità e diventando nessuno

La maschera è anche simbolo di potere, studiando la storia notiamo che nel Medioevo, periodo di massima diffusione della stessa, a carnevale il popolo mascherandosi poteva permettersi di osare, trasgredire e anche oltraggiare le autorità beffeggiandole. Avevano quindi la possibilità di assumere temporaneamente ruoli che nella vita reale non potevano esercitare, ma, tolta la maschera, la persona perdeva ogni potere e lo status quo era ripristinato.

È proprio così che funziona nella società moderna, possiamo nasconderci dietro le nostre maschere permettendoci di esercitare un certo controllo sia su noi stessi che sugli altri ma purtroppo si tratta di un potere fittizio. Ne vale la pena?

Togliersi la maschera e accettare chi siamo realmente può essere un’impresa difficile ma talvolta e con grande sorpresa, quando ci si accetta realmente per ciò che si è, si possono sviluppare delle potenzialità che diversamente rimanevano represse. Accettandosi e valorizzandosi si scoprirà che le proprie abilità reali possono portarci molto più in alto della posizione fittizia ricoperta indossando la maschera.