di Federico Facello. Un gruppo piemontese, formato da tre ragazzi ed una ragazza che, attraverso la loro musica “alternative folk” hanno come principale obiettivo quello di portare l’ascoltatore ad abbandonarsi alle note delle proprie canzoni.

foto Ludmilla

Dal progetto iniziale del 2009 con il nome di “Bi-Folk” nasce il gruppo “Ludmilla Tree” (l’Albero di Ludmilla), una cantante e tre “old boy” che attraverso le loro note e la loro musica tentano di rapire l’ascoltatore portandolo a rilassarsi comodamente sulla poltrona di casa e ad abbandonarsi al suono della propria musica.

La fisarmonica di Cristian Botta, le strutture sonore di Fabio Peano, la voce dolce ma presente, delicata ma d’impatto di Monica Sampò e il romantico suono della chitarra di Leonardo Rinaudo fanno dei “Ludmilla Tree” un gruppo innovativo che dopo aver presentato in giro per il Piemonte il loro primo album “A Casa Tua”, si apprestano ad “emigrare” nella prossima estate anche nel meridione per continuare nel proprio percorso di crescita professionale.

Abbiamo intervistato e fatto qualche domanda al “l’omino con la chitarra” Leonardo Rinaudo.

Come nasce il vostro gruppo musicale?

“Il Gruppo nasce, inizialmente, grazie alla collaborazione mia e di Cristian Botta, in un primo momento partiamo con il nome di “Bi-Folk” proponendo pezzi nostri e altri rielaborati con un vasto repertorio che va da canzoni anni ’30 a rivisitazioni in chiave acustica dei pilastri dello swig, del rockabilly e del folk internazionale.

Una volta scritte un certo numero di canzoni ed essendoci allargati con l’arrivo di Monica e Fabio, ci siamo recati da uno studio di incisione di nostra conoscenza e, dopo aver selezionato sette pezzi, abbiamo inciso il nostro primo album.

Lo studio, che disponeva anche di una piccola etichetta indipendente, ci ha consentito di realizzare questo nostro sogno”.

Come siete giunti al nome del gruppo “Ludmilla Tree”?

“Essendoci stato segnalato dallo studio di incisione che il nostro nome “Bi-Folk” era già stato utilizzato da altri gruppi, abbiamo pensato di modificarlo e siamo giunti al “Ludmilla Tree” grazie al nostro fisarmonicista Cristian Botta che, tornando a casa da lavoro una sera, per scherzo, chiamò Ludmilla sua figlia, caso voleva che quella sera stessa avessimo le prove e dovevamo discutere sul nome da dare al gruppo, non appena propose Ludmilla ci piacque e dopo aver inizialmente aggiunto il termine “trip” (in inglese viaggio) abbiamo deciso di passare poi a quello definitivo ovvero LUDMILLA TREE (l’albero di Ludmilla)”.

Qual è il messaggio che volete comunicare attraverso la vostra musica?

 “Il nostro più che un messaggio è un desiderio, ovvero quello di creare un’atmosfera particolare attraverso una musica “cruda” senza effetti di alcun tipo e riducendo al minimo le compressioni, comunicando un senso di serenità e consentendo a chi ci ascolta di viaggiare con la mente e con lo spirto”.

Vi siete ispirati a qualche artista o gruppo in particolare nella stesura dei vostri pezzi? E quali sono i vostri sogni professionali ed i vostri sogni nel cassetto?

“La nostra è un’idea innovativa, non ci siamo ispirati a nessuno, anche perché stesso all’interno del gruppo ognuno di noi ascolta musica differente, la nostra è un’idea spontanea. Per quanto concerne il nostro “sogno professionale” credo sia intento comune di ciascuno di noi quello di provare a far ascoltare la nostra musica e le nostre canzoni al maggior numero di persone nel corso degli anni a venire”.

Raccontaci qualcosa in più sul vostro primo album “A casa tua” e sulle canzoni che lo compongono

“Per quanto riguarda il titolo dell’ album “A casa tua” lo abbiamo scelto per ricordare questa sensazione che vorremmo regalare ai nostri ascoltatori ovvero quella di ascoltare le nostre canzoni comodamente in casa, magari seduti in poltrona con un bel bicchiere di cognac in mano circondati da luci soffuse che consentono di lasciarsi trasportare dalla musica.

Per ciò che concerne le canzoni che lo compongono, tutte hanno in comune l’approccio stilistico, la sonorità e le atmosfere, mentre per quanto riguarda il genere sono molto diverse le une dalle altre andando dalla musica tradizionale fino ad arrivare a qualcosa degli anni’70 di tipo folk quasi, permettimi questo termine, “pink-floydiano”.

Un’ultima domanda, dacci qualche informazione in più sul vostro tour e sulle prossime tappe.

“Il nostro tour è iniziato già lo scorso anno toccando con diverse date tutto il Piemonte, un po’ di Lombardia e Liguria, tra fine Gennaio e Febbraio reteremo a suonare nella zona di Torino, Alessandria e nella provincia di Cuneo, per poi spostarci in estate per qualche data in Puglia nella zona di Bari e, molto probabilmente, in Toscana”.

 

Un grande in bocca al lupo a questo gruppo che ha come principale obiettivo quello di far viaggiare con la testa i propri ascoltatori grazie alle note delle proprie rilassanti canzoni.