di Greta Crestani. Artista e cantautore vicentino, Davide Peron racconta il suo rapporto con la natura e con la montagna e l’esperienza del “Mi rifugio Tour”. Portare la musica al di fuori dei luoghi deputati, suonare all’aria aperta dove la montagna, palcoscenico naturale azzera tutti gli status sociali e mette a nudo l’essenziale delle persone è possibile.

 

davide peron 2

Che rapporto hai con la musica?

Il mio rapporto con la musica è davvero viscerale ed è molto simile al rapporto che ho con la montagna. Entrambe sono dentro di me fin da quand’ero bambino. Sono nato in un paese ai piedi del gruppo del Pasubio, e la montagna è sempre stata parte di me. Con la musica è stata la stessa cosa, da bambino il mio primo album è stato un vinile di Bob Dylan. Ho sempre ascoltato tanta musica e alle elementari la maestra l’aveva detto subito che avrei avuto un talento.

Che cos’è il Mi rifugio Tour?

Mi rifugio in tour” è un’idea nata nel 2008 con l’intenzione di affiancare musica e montagna, cultura e natura. Le mie due grandi passioni si trovavano così unite e la montagna stessa, in particolare lo scenario delle Piccole Dolomiti diventano luoghi di ispirazione e ricerca musicale. Sono dei concerti in montagna, all’aperto, in luoghi dove si arriva solo a piedi. Di anno in anno il progetto si è ampliato ed è cresciuto, insieme al pubblico e agli obiettivi: alla musica, si sono affiancati anche la buona cucina montana e i prodotti genuini, la storia della montagna e l’arte in ogni sua forma oltre a tanti ospiti ed associazioni che vi hanno aderito.

Che differenze ci sono rispetto ad un concerto “normale”?

Cambia il palcoscenico, che non è più qualcosa di costruito ma è naturale, è il luogo dell’anima ed è un incontro di anime. La natura è il più bel teatro che abbiamo avuto in eredità. Poi cambia il rapporto con il pubblico: gli altri artisti creano una sorta di suspense, una barriera fra cantante e pubblico. In “mi rifugio tour” questa barriera è praticamente abbattuta. Io parto dal fondovalle con il mio pubblico, parlo con loro già prima del concerto, cammino, faccio fatica con loro, so che cosa vuol dire. La fatica è il mio alleato migliore. La montagna è dentro di me fin da piccolo ho messo i miei luoghi del cuore nella musica e ho messo la musica nei miei luoghi del cuore. L’artista in cima alla montagna arriva nudo, spogliato di tanti cliché, di tanti orpelli che invece ci sono inevitabilmente in teatro o nei concerti standard.

Che cosa comunica la tua musica?

 La mia musica vuole comunicare quello che la vita mi ha regalato: ossia valorizzare le proprie radici. Le risposte che noi cerchiamo sono molto semplici e nella maggior parte dei casi stanno proprio vicino a noi. Le soluzioni profonde stanno proprio vicino a casa, nelle persone e nei luoghi a noi più vicini e più cari.

Oltre ai tour, hai anche degli album al tuo attivo?

Sì, ho sei album all’attivo. L’ultimo uscito l’anno scorso si chiama “Imbastir parole” e racchiude un po’ tutto il mio lavoro di cantautore. ci sono brani dei miei due precedenti album più  quattro inediti quindi le novità di questi anni e la mia evoluzione musicale. Fra tutti i miei brani vorrei segnalare “La pallottola” che è nato per l’associazione Libera di Don Luigi Ciotti contro le mafie.

Per saperne di più: http://www.davideperon.it/miRifugioProgetto.php