di Greta Crestani. Silvano Rudatis ci guida alla scoperta dello skitour da lui ideato che permette al turista di sciare ad alte quote visitando trincee e musei del primo conflitto mondiale.

grande guerra

Durante la Grande Guerra 1915-1918 il fronte correva lungo la dorsale prealpina e i soldati erano costretti a combattere ad alta quota, sulle vette gelide ed impervie delle Dolomiti. In modo particolare, la zona compresa fra il Col di Lana, il Lagazuoi, le Cinque Torri e la Marmolada è stata teatro di sanguinosissime battaglie ma anche di una lotta impari fra l’uomo e la potenza della natura.

Oggi, a cento anni dall’inizio di una delle più crudeli pagine della nostra storia, uno straordinaro ski tour consente di visitare trincee ed avamposti divertendosi ed ammirando un paesaggio unico che ha davvero molto da raccontare.  Ne abbiamo parlato con il signor Silvano Rudatis, albergatore di Alleghe ed ideatore dell’itinerario.

Signor Rudatis, che cos’è il giro della Grande Guerra?

E’ uno skitour che permette agli appassionati sciatori di toccare in una sola giornata ben quattro comprensori sciistici: Il Civetta, Arabba Marmolada, L’Alta Badia e Cortina d’Ampezzo e soprattutto di visitare le trincee e le postazioni della Grande Guerra 1915 -18 di cui purtroppo le nostre belle montagne sono state testimoni.  L’itinerario ruota attorno al Col di Lana e può essere effettuato sia in senso orario che anti-orario. I luoghi legati al primo conflitto mondiale sono i complessi museali del Lagazuoi, delle cinque Torri e la nuova area espositiva di Punta Rocca Marmolada che, inaugurata lo scorso anno, costituisce davvero il fiore all’occhiello del giro.

Come è nata l’idea di questo giro?

Era l’inverno del 1997 e ospitavo nel mio hotel un gruppo di turisti austriaci che soggiornavano una settimana. La sera del secondo giorno sono venuti a lamentarsi dicendo che erano annoiati, che si aspettavano qualcosa di meglio dalle Dolomiti e che non sapevano che cosa fare. Allora mi è venuta un’idea e mi sono offerto di accompagnarli a sciare il giorno successivo. Siamo andati a Pescul con gli sci, e abbiamo preso lo ski bus che porta al Passo Falzarego; siamo saliti con la Funivia sul Lagazuoi e poi siamo scesi all’Armentarola. Da lì una slitta trainata da cavalli ci ha consentito di prendere gli impianti dell’Alta Badia per poi arrivare ad Arabba e da Porta Vescovo attraverso il Passo Padon siamo giunti in località Malga Ciapela  da dove un taxi ci ha riportato ad Alleghe. Il loro entusiasmo era palpabile ma la sorpresa arrivò qualche settimana dopo quando scoprii che tra loro c’erano anche un giornalista ed un fotografo e che questi ultimi si erano prodigati per promuovere in Austria il giro che avevamo fatto assieme.  A quel punto dissi: «Se loro hanno saputo pubblicizzare questo itinerario perché non lo facciamo anche noi?»

Come le è venuto in mente che questo skitour potesse essere collegato alla Grande Guerra?

Il giorno che accompagnai il gruppo di Austriaci, a Porta Vescovo era quasi il tramonto e ammiravo il Col di Lana in tutta la sua imponenza, e pensavo alle battaglie cruente, che lì si erano svolte e a tutti i giovani soldati che lì avevano perso la vita. Non a caso esso è stato ribattezzato Colle di Sangue. Così, visto che il giro sostanzialmente ruota attorno a questa montagna, e che attraversa i luoghi delle prime linee, ho pensato che quel giorno avevamo fatto il giro della Grande Guerra.

Come è stato possibile poi mettere in atto il progetto ed accordarsi con il comprensorio Dolomiti Superski?

Per prima cosa ho esposto la mia idea a Leopoldo Lezuo, sindaco di Colle Santa Lucia il quale l’ha accolta con piacere e insieme ne abbiamo parlato ad Enrico Ghezze, presidente del consorzio impianti a fune di Cortina e a Bruno Piva di Zoldo. Con loro, e con l’aiuto di Radio Più abbiamo  poi realizzato dei volantini e del materiale informativo da dare ai turisti. La visibilità a livello nazionale è arrivata per caso perché proprio in quel periodo siamo andati a Roma per promuovere lo Ski Civetta e nella cartella stampa che abbiamo dato ai giornalisti c’era anche l’itinerario della Grande Guerra. Con nostra grande soddisfazione e sorpresa i giornalisti erano molto interessati a questo progetto.

Quando è stato inaugurato?

Il 13 gennaio 1998. L’inaugurazione è stata una festa bellissima: abbiamo invitato tutte le scuole sci del comprensorio delle Dolomiti Superski e assieme agli alpini Bianchi di Corvara abbiamo percorso parte del giro. Tra l’altro con noi c’era anche Rolly Marchi un grande giornalista e scrittore della montagna. E’ stato indimenticabile.

Cos’è cambiato in questi anni?

Il giro è stato inserito in moltissime guide turistiche sia italiane che straniere; c’è in tutti i programmi delle gite scolastiche e delle agenzie di viaggio. Se il tempo è buono approssimativamente viene percorso da 300/500 persone al giorno e questo è un grande traguardo oltre che un indotto economico notevole. Inoltre adesso gli impianti di risalita sono tutti molto veloci e l’apertura della nuova seggiovia del Falzarego permette di saltare un collegamento in skibus. Siamo poi arrivati a degli accordi anche con la Dolomiti bus per garantire una certa frequenza nelle corse nei due sensi di percorrenza. Inoltre, siamo orgogliosi del fatto che fra i tanti giri proposti dalle varie località delle Dolomiti superski, oltre alla classica Sella Ronda, il circuito della grande guerra sia l’unico non solo ad essere così popolare ma anche ad essere sopravvissuto per così tanto tempo. 

Quali  sono le cose più belle che si vedono facendo il giro della Grande Guerra?

Il paesaggio delle Dolomiti è meraviglioso e inoltre il giro permette di raggiungere quote molto alte come Punta Rocca sulla Marmolada a 3240 o il Lagazuoi a 2752. La pista del Lagazuoi è una delle più suggestive con i cavalli che ti aspettano a valle per trainarti lungo la piana dell’Armentarola, ma secondo me la cosa più bella in assoluto sono i Serrai di Sottoguda, un canyon di roccia e ghiaccio dove è spesso possibile vedere anche le imprese degli scalatori.

Quali consigli vuole dare alle persone che vogliono intraprendere questo giro?

Informarsi selle condizioni meteo e anche del vento perchè gli impianti raggiungono quote elevate. Munirsi di uno skipass Dolomiti Superski e calcolare tra i 10 e i 15 euro in totale per i trasferimenti con lo ski-bus e con la slitta. Consiglio poi di farsi accompagnare da un esperto soprattutto se non si è pratici dei comprensori. E’ inoltre necessario prendere coscienza delle proprie capacità: le piste non sono estremamente difficili e sono adatte anche agli snowboarders ma è un giro piuttosto lungo. Per non stancarsi troppo è possibile farlo anche in due giorni e scegliere per il pernottamento uno dei molti rifugi che si trovano lungo il percorso (Lagazuoi – Rifugio Averau  – Pralongia) il che consente di arricchire ulteriormente la propria esperienza assaporando la quiete della montagna nelle ore notturne. In alternativa ci si può appoggiare ad una delle strutture ricettive dei paesi che si toccano (Alleghe, Arabba, San Cassiano, la Villa, Pescul ecc.). Gli sciatori più esperti e più veloci, nei giorni di minore affluenza, riescono a fare anche il cosiddetto concatenamento, cioè il giro della Sella Ronda e il Tour della Grande Guerra insieme. Per la stagione estiva invece è possibile percorrere il circuito con la mountain bike. 

In ogni caso è un’esperienza davvero indimenticabile che qualsiasi appassionato di montagna o di storia dovrebbe fare almeno una volta nella vita.

Per info: http://www.dolomitisuperski.com/skimap-201415/grande_guerra_2014_ok_modifiche-cormar.pdf

(foto dal web)