di Claudia Passanante. Lo sviluppo di una persona è un lavoro congiunto del genitore con il bambino, entrambi crescono ed evolvono insieme, interagendo all’interno della struttura familiare. La famiglia è il primo nucleo importante di socializzazione in cui l’individuo si trova inserito subito dopo la sua nascita.

genitori

La famiglia è l’importantissimo nucleo, protagonista e referente primario, responsabile dell’educazione   e della crescita dei bambini.

Tale primato è sottolineato chiaramente anche nel documento UNICEF al punto 6 “We recognize and support parents and families or as the case may be legal guardians as the primary caretakers of children, and we will strengthen their capacity to provide the optimum care, nurturing and protection”.

Quando la famiglia è presente va sostenuta dall’intera comunità affinché possa svolgere al meglio il suo compito educativo specifico di costruzione della personalità degli individui. I bambini possono costruire la loro personalità in modo corretto solo se sperimentano la fiducia di base attraverso le relazioni familiari all’interno del nucleo stesso di riferimento.

Chi cresce in famiglie in cui si respira costantemente aria di conflitto, abbandono e trascuratezza, rischia innanzitutto di diventare una persona molto diffidente verso tutti coloro che rivestono un ruolo di autorità nella vita (es. insegnanti); inoltre saranno individui con una maggiore predisposizione a temere le relazioni sociali e sentimentali. Le persone cresciute in questo clima familiare negativo impareranno ad esibire una corazza di diffidenza e di cinismo verso gli altri, talvolta possono arrivare ad assumere comportamenti inadeguati con il rischio di sfociare nella devianza.

Al contrario, invece, quando la crescita di un individuo avviene in contesti familiari caratterizzati da un clima sereno e collaborativo, in cui i genitori garantiscono un efficace comportamento di cura prestando le dovute attenzioni, i bambini sviluppano un atteggiamento di fiducia verso gli adulti di riferimento. La fiducia è base essenziale per ogni processo di crescita personale, nasce solo da un contesto relazionale equilibrato e si sviluppa solo ed esclusivamente se l’adulto è in grado di “guadagnarsela”!

La famiglia, quindi, svolge il suo compito educativo in modo corretto quando è in grado di mettere in moto una dinamica di sviluppo delle potenzialità del bambino improntata sulla crescita in tutti gli aspetti della vita. È necessaria l’assunzione di consapevolezza, da parte di entrambi, di una relazione continua tra adulto e bambino che, in un certo senso,  fa crescere insieme influenzandosi a vicenda, anche se il compito di guida di tale relazione spetta per natura al genitore.

Le caratteristiche del buon genitore sono: autorevolezza, autocoscienza e autoconsapevolezza.

Autorevole ma non autoritario! L’autorevolezza è la coscienza della realtà nella sua interezza che rende possibile da parte dell’educatore di sviluppare un’azione educativa non frammentata e sensibile alle sfide che i vari contesti societari impongono quotidianamente. Nel confronto continuo con il genitore che lo valorizza costantemente, il bambino cresce, verifica le sue potenzialità ed impara a leggere criticamente la situazione ed il contesto in cui vive.

Il genitore deve essere autocosciente! L’educatore valido è tale solo se non separa il proprio SÈ dalla funzione genitoriale. Deve avere una buona conoscenza di sé e delle proprie capacità personali in quanto la vera educazione scaturisce dalla comunicazione di sé all’altro che, a sua volta, lo prenderà come esempio. Il primo passo importante per una buona educazione è quindi il personale coinvolgimento del genitore.

Infine, l’adulto di riferimento, deve essere consapevole! Consapevole della dimensione comunitaria e del contesto sociale in cui la famiglia vive ed è inserita, deve essere in grado di trasmettere al figlio i giusti insegnamenti per potersi destreggiare all’interno della società. Il fattore comunitario è molto importante in quanto il bambino deve relazionarsi anche al di fuori della famiglia ed entrare in una rete di rapporti sociali e di contesti comunitari (es. scuola..) in cui si trova a socializzare, confrontarsi ed a mettersi in gioco con persone che non sono della famiglia.

Approfondendo ulteriormente la condotta dei genitori, Diana Baumrind, psicologa clinica e dello sviluppo dell’Università Berkeley della California, ha distinto tre modelli di stili educativi: lo stile autoritario in cui gli adulti hanno il pieno controllo sui bambini, lo stile permissivo in cui i bambini hanno le redini della situazione e lo stile autorevole in cui i genitori controllano i figli ma li consultano anche, stabilendo regole chiare e nel contempo incoraggiandone l’indipendenza e l’individualità con frequenti confronti verbali.

Chi cresce secondo uno stile di attaccamento autorevole, in genere, in età adulta, tende ad avere meno problemi in quanto: ha un adeguato sviluppo del senso morale, sa rispettare le regole, è in grado di instaurare rapporti sociali soddisfacenti ed è dotato di un’emotività equilibrata.

Il ruolo del genitore è il più difficile del mondo, non si nasce genitori ma lo si diventa!!!