di Claudia Passanante. Cambiamento ed abitudine sono due caratteristiche molto importanti per il benessere dell’individuo ma bisogna fare attenzione alle abitudini “malsane” in quanto possono diventare fonte di disagio e sofferenza. Cambiare le abitudini è dispendioso, ma a volte necessario per il benessere e la sopravvivenza. 

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Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti
Charles Darwin (1809- 1882).

Dalla celebre frase del famosissimo biologo e naturalista britannico Charles Darwin, autore della teoria sull’evoluzione della specie, si deduce chiaramente che nel corso del tempo, la capacità di cambiamento ed adattamento delle varie specie viventi all’ambiente circostante, è stata fondamentale: il cambiamento è una costante che se non esistesse non ci sarebbe evoluzione!

Gli organismi “vincenti” furono coloro in grado di sviluppare delle caratteristiche funzionali alla sopravvivenza; diversamente chi non era in grado di adattarsi soccombeva estinguendo cosi anche ciò che era disfunzionale.

L’essere umano non ha fatto eccezione e conformandosi sempre di più all’ambiente, ha sviluppato, abilità sia fisiche che psichiche, migliorando così la qualità della propria vita. Chi sopravviveva si riproduceva e poteva così tramandare alla generazione successiva le abilità vincenti… ma nonostante il cambiamento sia fondamentale anche l’abitudine lo è!

L’abitudine è molto importante in quanto ci fa sentire al sicuro, conoscendo già la situazione in cui ci si trova, si evita di provare uno stato di confusione permettendoci, quindi, di rilassarci con più facilità. La novità può anche essere gradevole ma produce stress, perciò creare una routine fa in modo di evitarci un eccessivo dispendio di energie che possono essere impiegate per adempiere ad altri compiti più o meno importanti.

La sicurezza deriva dal fatto che l’abitudine è il risultato dell’apprendimento di schemi e comportamenti che hanno avuto successo nel passato, di conseguenza vengono immagazzinati dal nostro cervello e, quando ci si trova in una situazione simile a quella vissuta precedentemente, si tende a reiterare il comportamento di successo.

L’abitudine è un’importante forma di “economia mentale” che permette la ripetizione di determinati atteggiamenti in automatico, proprio come se si stesse guidando una macchina, contribuendo così a mantenere uno stato di rilassamento della persona che identifica la situazione come conosciuta, sentendosi, quindi, più abile e competente per esperienza.

Il problema sorge quando l’abitudine diventa la ripetizione di comportamenti e schemi disfunzionali e, di conseguenza, può divenire causa di profondo malessere.

Il cambiamento dovrà quindi essere necessario ma spezzare il circolo vizioso della routine è decisamente faticoso in quanto essa è il risultato di un progressivo adattamento costruito ed interiorizzato nel tempo, avvenuto in situazioni in cui quel comportamento ha  avuto successo e quindi è stato classificato come funzionale.

Si tende a ripetere i successi, non gli insuccessi, ma a volte non ci si rende conto che un comportamento può essere adatto solo ed esclusivamente per una determinata situazione e non è detto che funzionerà per tutte le altre anche se possono sembrare simili.

L’essere umano andando in “economia” tende invece a ripetere gli stessi comportamenti in situazioni simili; convinto di ottenere uguali risultati, attua le medesime strategie sperando di avere lo stesso esito del passato ma ciò, purtroppo è controproducente perché si può rivelare fallimentare.

È opportuno cercare di fermarsi a riflettere su questa questione in quanto: è vero si tende a ripetere ciò che ha funzionato, ma non siamo assolutamente in grado di prevedere tutte le variabili e sapere se coincidono esattamente con quelle della vecchia situazione, di conseguenza il nostro non potrebbe essere più un successo ma diventare un clamoroso insuccesso!

Quando ci si trova nel circolo delle abitudini e si è poco propensi al cambiamento, il malessere è inevitabile, si rischia di sentirsi come in una palude senza vie d’uscita in quanto ogni comportamento ed azioni che vengono compiuti finisce sempre per provocare insuccessi e quindi uno sprofondamento.

Uscire dalla palude dell’abitudine è molto difficile e soprattutto molto stressante, il dispendio energetico che deriva dalla necessità di dover attuare un cambiamento, a volte, è insostenibile e ciò causa l’aumento della ripetizione di situazioni nocive solo per il fatto che le conosciamo e le sentiamo come familiari.

Sarebbe decisamente più opportuno accettare la situazione di malessere imparando gradualmente a sganciarsi, interrompendo con piccole azioni i nostri schemi e pian piano cercare un nuovo tipo di equilibrio che ci possa riportare al benessere consentendoci di aumentare la qualità della nostra vita ed evitandoci così di rimanere imprigionati.