di Claudia Passanante. L’ansia è uno dei mali più diffusi nella nostra società. Può provocare malessere e frustrazione arrivando anche a sfociare in gravi patologie se sottovalutata. È fondamentale capire che si può e si deve imparare a gestirla in modo attivo anziché subirla in modo passivo.

 ansiaLa prima cosa di cui ci si deve rendere conto, quando si soffre di ansia, è che bisogna assumersi la totale responsabilità di questo malessere: colpevolizzare altre persone o pensare di stare male in quanto “vittime” del mondo esterno è deleterio e controproducente per il benessere psicofisico.

Spesso cercare un capro espiatorio per una situazione opprimente appare molto più semplice per scaricare tensioni…purtroppo però si tratta della soluzione più semplice e non di quella più efficace!

Dare agli altri la responsabilità del nostro equilibrio equivale a dare loro la facoltà di farci stare bene o male, potere che viene automaticamente tolto a noi stessi. Vale quindi la pena che siano gli altri gli artefici del nostro destino?

Così facendo si rischia di perdere il controllo e di dipendere totalmente dal mondo esterno!

La cosa fondamentale è assumersi la piena gestione della nostra ansia dando così il potere a noi stessi di cambiare la situazione che ci provoca malessere in qualcosa di diverso e costruttivo, divenendo così parte attiva ed artefici della nostra salute psicofisica senza il bisogno di dipendere dagli altri.

Per una buona gestione dell’ansia diventa quindi importante una presa di coscienza e consapevolezza circa il funzionamento del problema evitando così che nel tempo possa diventare invalidante o causare serie difficoltà.

La volontà di migliorare la situazione assume un ruolo di rilevanza: prima di cambiare è necessario decidere di voler cambiare! E non solo teoricamente, ma bisogna basarsi su azioni concrete in cui ci si deve sforzare e compiere il lavoro; può risultare utile fare un elenco di benefici che si vogliono ottenere con il cambiamento e solo una volta definiti gli obiettivi allora si può procedere nell’attuazione di strategie volte al loro raggiungimento.

È opportuno che gli obiettivi prefissati siano molto chiari e che le aspettative di miglioramento siano realistiche altrimenti l’esito del lavoro non solo non avrà i risultati sperati, e sarà quindi stato decisamente inutile, ma oltretutto rischierebbe di provocare una grossissima frustrazione in quanto conferma di un’incapacità personale; perciò per ovviare ad altre situazioni di disagio meglio valutare bene e con cautela tutti questi aspetti.

Un altro importantissimo passo da fare è quello di accettare pienamente la situazione in apparenza “negativa” in cui ci si trova, senza giudicarsi o sentirsi inferiori, senza colpevolizzarsi o umiliarsi, ma accettare che qualcosa non va e che cercare di sistemarlo è invece indice di profonda intelligenza aumentando così la capacità di miglioramento; allearsi con sé stessi è più efficace di una sfida autodistruttiva!

Mai trascurare un segnale di ansia o di paura in quanto ci permette la focalizzazione su aspetti poco funzionali perché ciò può portare a vivere situazioni stressanti creandoci un estremo disagio.

A nessuno piace essere ansioso ma a volte anche l’ansia può essere un enorme beneficio in quanto grosso ed importante segnale che indica un malfunzionamento, così possiamo agire ripristinando ciò che non va e in automatico si può migliorare la qualità della vita.

Definiti questi punti e dopo aver riflettuto accuratamente su sé stessi, su ciò che si vuole e su come lo si vuole, arriva dunque il momento di iniziare il lavoro: esistono diverse tecniche per controllare e gestire l’ansia, alcune è possibile attuarle da soli, altre sarebbe opportuno rivolgersi ad uno specialista  ma la cosa corretta da fare è mettersi nell’ottica di essere gli artefici del proprio cambiamento, di mantenere un impegno attivo e costante, di applicare un’ energia positiva, di non essere per niente passivi e di non scoraggiarsi se il percorso può apparire lento, faticoso e con alcuni ostacoli difficili da superare; chi è tenace raggiunge gli obiettivi chi si arrende rischia di rimanere in balia di sé stesso e degli altri.

“Il nostro destino viene formato dai nostri pensieri e dalle nostre azioni. Non possiamo cambiare il vento ma possiamo orientare le vele” (Antony Robbins).