di Claudia Passanante. Lo studio della motivazione aiuta a capire “perché” una persona si comporti in un modo piuttosto che in un altro. Ci sono vari livelli di motivazione contraddistinti dal soddisfacimento di determinati bisogni, solo soddisfacendo i livelli più bassi si può poi accedere a quelli più alti.

scaleNella vita capita a tutti di porsi le famose domande: perché quella persona si comporta in quel modo? Perché ha fatto quella determinata scelta? Perché ha preso proprio quella decisione? E così via. Questi quesiti nascono dal fatto che è evidente che il comportamento degli esseri umani possa essere spiegato da una serie di cause ma soprattutto che è orientato al soddisfacimento di alcuni bisogni!

La motivazione è un motore fondamentale per la sopravvivenza e sviluppo dell’uomo in quanto, senza di essa, nessun essere umano sarebbe spinto nemmeno a procurarsi il cibo per mangiare! Inoltre si rischierebbe di vivere nella più totale passività fino a spingersi all’autodistruzione.

Esistono diversi livelli di motivazione ma si raggruppano fondamentalmente in due macro categorie: motivazioni primarie e motivazioni secondarie; le prime, dette anche viscerogene, riguardano i bisogni fisiologici che una volta soddisfatti poi scompaiono per un certo periodo di tempo; le seconde, chiamate psicogene, fanno riferimento ai processi di apprendimento, all’influenza sociale ed al contesto culturale di appartenenza, sono bisogni in continua crescita e necessitano di una realizzazione costante.

Sia le motivazioni primarie (o viscerali) che quelle secondarie (o psicogene) comportano l’elaborazione di un sistema dei desideri da parte di ciascuno di noi.

Cosa significa desiderio? È il voler avere qualcosa che piace e soprattutto utile per se stessi. Chiaramente il tipo di desiderio cambia da persona a persona, ci sono varie caratteristiche che influenzano i “gusti” ma di base c’è un sistema gerarchico di “precedenza” da rispettare che si pensa possa accomunare tutte le persone indistintamente.

Maslow, noto psicologo statunitense appartenente alla corrente umanistica, nel 1954 ha proposto una classificazione dei bisogni, sostenendo che: solo dopo aver soddisfatto i bisogni più elementari si può accedere ai bisogni di ordine superiore, rispettando quindi una determinata e rigida gerarchia, stilando così una vera e propria piramide motivazionale.

Alla base di questa piramide si trovano i bisogni fisiologici che riguardano la sopravvivenza dell’essere umano: fame, sete, sonno, ecc; al secondo gradino troviamo i bisogni di sicurezza, inerenti al garantirsi una determinata incolumità fisica e di protezione; successivamente al terzo gradino compaiono i bisogni di appartenenza ovvero quelli legati alla società: come il sentirsi parte di un gruppo, l’esigenza di essere amato e così via; al quarto gradino ci sono i bisogni di stima che includono l’esigenza di di essere rispettati, apprezzati, di sentirsi competenti ecc; e per concludere al vertice della piramide abbiamo i bisogni di auto realizzazione che implicano l’esigenza di realizzare la propria identità sociale e di portare a compimento i progetti personali.

Ma cosa succede quando l’individuo non soddisfa determinati bisogni della suddetta scala gerarchica? La conseguenza può essere quella di rimanere intrappolato e di non poter portare a compimento la propria realizzazione personale, oltre che mettersi a rischio di nuocere gravemente alla propria salute ed incolumità fisica.

Se pensiamo ad una persona che non si alimenta correttamente, o non si alimenta affatto, quali sarebbero le prime conseguenze? Sicuramente la malattia e poi la morte. È automatico, quindi, pensare che la sua preoccupazione primaria sarà quella di cercare e di procurarsi del cibo per nutrirsi, non quella di soddisfare, ad esempio, un bisogno di realizzazione di progetti personali; una volta riuscita a procurarsi il cibo necessario per sfamarsi allora poi potrà pensare a come proteggersi e così via…

Il meccanismo della motivazione spinge le persone a prendersi cura di sé stessi, a compiere delle scelte, cosa che a volte può risultare molto antipatica e sconveniente in quanto implica  una certa fatica e a nessuno piace farla; perciò la motivazione diventa un motore importante per gli esseri umani che sono così spinti a lottare per la loro sopravvivenza ed evoluzione cercando di realizzare il soddisfacimento di un qualcosa che crea piacere anche se ciò prima implica fatica!

Solo agendo in prima persona per la conquista dei propri obiettivi la realizzazione dei propri desideri diventa realtà!

Diversamente si è condannati ad uno stato di insoddisfazione costante che può portare allo stallo e ad una situazione di apatia causando una perdita di energie, di controllo e un abbassamento del tono dell’umore.