di Federico Facello. Dieci brani rock, per il terzo disco di Benzina, interamente scritto, prodotto e registrato da Enzo Russo per la neonata etichetta B Music Records. Abbiamo intervistato l’autore che ci ha raccontato qualcosa in più sui suoi inizi e sul suo ultimo cd.

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Benzina nasce nel 1999 e dal 2002 parte un tour che vede il gruppo impegnato in più di cento concerti in giro per l’Italia che porta a dividere il palco con esponenti di spicco della musica italiana quali i R.E.M., Jamiroquai, Planet funk, Zucchero, Tricarico, Bugo.

Nel 2004 pubblicano il loro primo disco “In medio stat virtus”, cui segue nel 2006 “Io passo” che supera i 6.000 download.

Nel 2010 esce “Amo l’umanità” e al termine del tour il cantante del gruppo abbandona il progetto costringendo Enzo Russo, chitarrista, produttore artistico e compositore, a sciogliere la band.

Dopo due anni di stop, nel 2013, è lo stesso Enzo Russo a decidere di ripartire da solo fondando, dapprima, la “B Music Records”, etichetta con la quale pubblica nel Gennaio scorso “Nel vuoto che c’è”.

Lo abbiamo incontrato e ci ha rilasciato una bella intervista.

Ciao Enzo, raccontaci qualcosa in più del tuo ultimo CD “Nel vuoto che c’è”.

“Questo disco per me segna un momento importante della mia carriera professionale perché è il mio primo progetto da solista, una raccolta di pezzi scritti nei miei tempi morti, trovandomi così con venti testi pronti da cui, poi, ho selezionati i dieci che fanno parte del CD “Nel vuoto che c’è”.

Inizialmente non volevo che il mio nuovo album uscisse rifacendosi al gruppo Benzina ma con il mio nome e cognome, Enzo Russo, poi, riflettendoci su, ho pensato che alla fine il gruppo Benzina era comunque stato fondato da me nel lontano 1999 e perché allora non riprendere da dove, non per mia volontà, ero stato costretto a fermarmi nel 2011.

Sono ovviamente molto felice del progetto perché non avrei mai creduto di essere capace di fare un CD tutto da solo”.

Partiamo dalle origini, come mai hai scelto questo nome  “Benzina” e come è nato nel 1999 il gruppo.

“Sin da prima del 1999 suonavamo e ci esibivamo ma con pezzi di altre band, decidemmo quindi di vedere se era possibile creare qualcosa di nostro al 100%, ovviamente la prima cosa da decidere quando partimmo era un nome da dare al Gruppo, qualcosa che rimanesse nel tempo e che colpisse, e tra i tanti che ci vennero in mente decidemmo appunto “Benzina” in primis perché facile da ricordare e poi perché trasmetteva quel messaggio di forza e potenza che, attraverso la nostra musica, sprigionavamo durante i live”.

Raccontaci qualcosa in più di te, del tuo percorso professionale, come è nata la tua passione per la musica e quali sono stati i tuoi inizi.

“La mia passione per la musica nasce quando avevo 13 anni quando, un amico di mio padre, mi regalò una chitarra acustica con la quale iniziai a suonare avvicinandomi a gruppi come i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, insomma ad esponenti del rock serio, e da allora non ho più smesso, cercando, per quanto possibile di realizzare tutti i miei sogni ed i miei desideri.

A soli 13 anni ero già consapevole e convinto di quale sarebbe stato il mio futuro professionale, volevo fare il musicista e ho lottato con tutte le mie energie, studiando tanto, per raggiungere questo obiettivo”.

Altro grande traguardo è stato, senza dubbio, quello di creare una tua etichetta discografica, raccontaci un po’ come sei riuscito in questa impresa.

“Ho deciso di aprire una mia etichetta per evitare di andare a bussare, una volta completati i miei progetti discografici, a produttori o ad etichette che non fanno altro che prendere tempo e posticipare l’uscita di un disco con tempi che possono anche superare di gran lunga l’anno di attesa.

Così facendo, dopo aver finito il disco, in soli venti giorni sono in gradi di far sì che il Cd sia disponibile e sul mercato”.

Quali sono i passi per aprire una propria etichetta discografica?

“Creare un’etichetta non è affatto difficile, basta depositare un marchio ed iniziare poi a lavorare con questa etichetta, il problema vero e proprio lo si ha con la distribuzione, dovendo poi avere dei canali che riescano a mettere in commercio in maniera rapida e proficua i tuoi prodotti”.

Tornando al tuo ultimo CD “Nel vuoto che c’è”, ci puoi parlare un po’ dei testi presenti all’interno dell’album?

“Come ti ho già accennato avevo pronte venti canzoni, il minimo per allestire poi un disco contenente dieci pezzi, la prima cosa, quindi, che ho dovuto operare è la cosiddetta scrematura  per arrivare a scegliere le dieci tracce che formano il CD.

Testi che parlano un po’ della mia vita professionale, dalla chiusura di “Benzina – band” all’apertura del progetto Benzina da solista.

Ho cercato con le mie canzoni e le mie parole di lanciare messaggi a diverse persone che potranno, anche a distanza di anni, ritrovarsi nei testi di questo progetto discografico.

All’interno del Cd vi è anche una cover di Luigi TencoLontano lontano”, un testo dalla fortissima malinconia e che mi fa davvero piacere aver riproposto.

Altre canzoni a cui tengo in particolar modo sono il singolo “Ancora una volta” e “Vince chi resiste”, che esprimono concetti cui credo fortemente, se si resiste e si rincorrono i propri sogni senza mai mollare prima o poi si riesce ad ottenere quanto desiderato”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Attualmente sto facendo tanta radio ed è lì che sfogo la mia voglia di fare “live”, dopo questo disco non ci sarà un tour perché purtroppo in Italia non sussistono ancora le condizione per permettere a giovani artisti emergenti di esibirsi in giro per la nostra penisola dal vivo.

Fortunatamente sono in tour mondiale con un’altra band romana gli “Spiral 69” che mi permettono di vedere tante realtà differenti da quella italiana e che, mi spiace doverlo ammettere, funzionano in maniera totalmente differente.

Ritengo, purtroppo, che oggi il “live” sia un po’ inutile se un cantante vuole promuovere un disco, io, personalmente, preferisco di gran lunga le radio”.

Ultimissima domanda, se dovessi ringraziare una o più persone per quanto stai ottenendo dalla tua vita professionale e dal mondo musicale, chi ti viene in mente e perché?

“Io ringrazio in primis me stesso, lo faccio perché chi più di me poteva credere in tutto questo, io avevo un sogno quando ero un ragazzo, quello di suonare in tutti i locali/pub di Napoli, sono in tour mondiale da circa 10 anni, faccio la vita che avrei sempre voluto fare, quello che sognavo da bambino, sono riuscito a ripartire da zero anche quando Benzina-Band si è sciolta senza mai mollare e lottando con tutte le mie forze e le mie energie per continuare il mio percorso professionale nel mondo della musica”.