14330844_1214391041950350_1097566608_nLa Tabaski è finita ! In realtà non si ha avuto il tempo di digerire la grigliata di lunedì, ancora c’è chi prepara il thiere (cous cous senegalese molto più fine di quello magrebino), attorciglia i lakhas (rotoli di pezzi di grasso chiusi con intestino) e chi conserva gli avanzi per fare la soupe (magari con la testa)ma si pensa già alla Tabaski dell’anno che verrà.

La Tabaski non è una semplice celebrazione ma un modo per scandire il tempo in un Paese dove non c’è soluzione di continuita tra i tempi sacri cattolici e quelli musulmani, dove in ogni famiglia ci sono membri di differente confessione; è praticamente sempre festa!

Ma la Tabaski!

La Tabaski (per gli arabi Aid el Kebir) avviene il decimo giorno dell’ultimo mese dell’anno musulmano ed é la festa del sacrificio, quello che Abramo stava per compiere a Dio sacrificando il tanto desiderato e amato figlio Isacco, salvo poi fermarlo all’ultimo istante in quanto si trattava soltanto di una prova.           Dopo le grasse risate che Abramo sicuramente avrá condiviso col suo Dio buontempone ad avere la peggio é stato un montone che passava da quelle parti e da quel momento stirpi e stirpi di questo placido animale vivono i loro giorni nella ignara attesa di un crudele destino.

Arrivare ad acquistare un buon montone per la Tabaski é di vitale importanza per un capo famiglia; é una questione di status e, come dicevamo, si vive tutto l’anno in funzione delle spese che attenderanno per la celebrazione di questa giornata.

La Tabaski scandisce il ritmo vitale, il piano finanziario di intere famiglie; é un potente propulsore economico, una possibilitá di investimento e un motivo per indebitarsi. Di mezzo ci passano la Tamkharit (Capodanno Islamico), le varie celebrazioni delle differenti confraternite, il Ramadan e la Korité (ultimo giorno di Ramadan) senza contare tutte le feste cattoliche.

Ma la Tabaski!

Appena dopo la Korité compaiono mandrie di montoni al pascolo o si montano enormi tende per mettere in bella mostra la merce. Molti vorrebbero acquistare per tempo, per non arrivare ai prezzi esorbitanti degli ultimi giorni ma c’é chi non ha troppo spazio in casa e, soprattutto, c’è l’enorme problema dei ladri di montoni per cui si finisce per attendere la vigilia della Tabaski per acquistare il proprio animale e vegliarlo fino al mattino.

Altre famiglie hanno lo spazio e non vogliono spendere il triplo per lo stesso animale per cui acquistano il loro montone con settimane di anticipo recandosi in mercati specializzati o in villaggi lontano dal centro. Li il problema diventa il trasporto per cui per settimane si vedono viaggi di montoni attaccati su bus, taxi e moto attraversare il Paese.

Qualche settimana prima della Tabaski si comincia a sentire un’euforia nell’aria inizialmente indecifrabile e che a mano a mano diventa palpabile frenesia.

I laboratori dei sarti non hanno piu orari occupati a realizzare decine e decine di Bou Bou e Taille Basse (vestiti tipici) e i negozi di stoffa tagliano kilometri di wax (la tipica stoffa africana di produzione olandese). Per la gran festa é d’obbligo avere un nuovo e sfarzoso vestito, anche questo é status.

Il mercato comincia a brulicare (piu del solito se é possibile) di carichi di patate, di cipolle e verdure di ogni tipo.

Due giorni prima della Tabaski si arriva alla follia pura. É impossibile camminare al mercato. Un vero e proprio fiume umano non riesce a defluire tra le stradine intasate dal fango della stagione delle piogge, la quantitá enorme di merce esposta e i baldacchini di legno montati ovunque dove dei ragazzi attendono file infinite di donne che si fanno limare le unghie, lavare e pettinare i capelli, intrecciare treccine, attaccare ciglia finte e parrucche. I negozzi di bijoutterie illuminano le strade di bagliori e spuntano venditori di coltelli enormi e affilati.

La veglia della Tabaski i sarti sono ormai esausti e i barbieri reggono la notte insonne grazie a litri di caffé Touba!

Quando arriva il gran giorno c’é la tipica sensazione di quiete dopo la tempesta. I sarti sono stesi stremati fuori le loro boutique. Niente strepiti nonostante la tragedia che si sta consumando in ogni casa. Tutti i Musulmani si sono alzati di buon’ora e sono andati alla preghiera speciale delle 9.30 per poi tornare nelle loro case e compiere il loro sacrificio, molto piu semplice di quello cui fu chiamato inizialmente Abramo.

Colazione con fegato arrostito, grigliata per preparare lo stomaco e gran finale con il piatto forte!

Chi ha ancora le forze alla sera esce in strada per mostrare il Bou Bou nuovo, i bambini corrono da una casa all’altra nel quartiere con la loro tenuta da festa, chi ha investito in montoni ride di gioia o piange per le perdite, i capi famiglia sanno che si avvicina la riapertura delle scuole e i soldi sono finiti.

Ma questa era la Tabaski!

di Salvio Di Lorenzo