Jean-Marc Vallee, The End of a Mood – Editoriale

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L’appassionato regista musicista, noto soprattutto per “Dallas Buyers Club” e la serie “Big Little Lies”, è morto improvvisamente sabato all’età di 58 anni.

“Penso di essere un DJ frustrato che fa film”, Jean-Marc Valley rise. Nel suo nativo Quebec, sempre orgoglioso dei figli del paese, sarebbe rimasto uno dei registi più importanti, con successo commerciale e di critica (pazzo nel 2005) e dopo il successo a Hollywood El Dorado (Dallas Buyers Club nel 2013, che ha vinto due Oscar interpretativi per Matthew McConaughey e Jared Leto). Morì all’età di 58 anni la sera del 25 dicembre, fuori Quebec City, in circostanze sconosciute.

Stile discretamente abitato

Lui che si occupava delle colonne sonore dei suoi film e distribuiva playlist personali agli artisti per metterla dell’umore giusto, potrebbe essere sempre stato il figlio di un nightclub di Montreal. (“Sono cresciuto con giradischi in vinile, giradischi, mixer, subwoofer e tweeter ovunque”). Da adolescente, la sera sente le montagne russe, dalla discoteca al punk. Si avvicina al cinema quasi per caso: studente di economia aziendale, all’età di vent’anni si iscrive pian piano a un corso di “Cinema e società” e ne viene subito coinvolto. Dopo spezzoni e cortometraggi, Vallée firma il suo primo lungometraggio, Lista nera (1995), un thriller che segna il revival del genere Quebec. Qualcosa che catturi l’attenzione degli americani che lo accolgono ma non sanno davvero cosa fare…

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About the Author: Jemma Romani

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